Con una recente Sentenza in tema di cash pooling (n. 23910 del 2024), la Suprema Corte di Cassazione ha ribadito che, al fine di legittimare il trasferimento di risorse finanziarie infragruppo, è necessario che sussista un rapporto di gestione unitaria e che questo sia chiaramente individuato sin dall’istituzione del medesimo rapporto.
La Corte di Cassazione ha infatti stabilito che per la corretta gestione di un rapporto di cash pooling è strettamente necessaria la contemporanea presenza di due condizioni:
🔹La prima si configura nella sottoscrizione formale di un apposito contratto, nel quale siano indicati una serie di elementi specifici, tra cui modalità e termini di trasferimento dei saldi dei conti correnti periferici delle partecipants nel conto corrente della pooler.
🔹La seconda prevede l’inserimento di detto accordo nella logica dei c.d. vantaggi compensativi, in base ai quali gli effetti immediatamente negativi dell’operazione compiuta devono rimanere temporanei.
La Cassazione spiega, per di più, quand’è che un vantaggio si può considerare compensativo, rappresentando come i benefici indiretti per la società sacrificata debbano essere connessi ad un vantaggio del gruppo e prevedendo il c.d. criterio della prognosi postuma, orientato alla ragionevole previsione della complessiva neutralità dell’atto dispositivo per le ragioni dei creditori.
Viene così confermata l’importanza di regolare i rapporti infragruppo soprattutto in termini di trasferimento di risorse finanziarie, onde consentire alle società del gruppo di agire nel rispetto delle norme di legge e di una precostituita e trasparente gestione finanziaria accentrata.
In caso di necessità Assoholding è disponibile a effettuare la valutazione dei contratti infragruppo esistenti in favore dei propri associati nonché a fornire eventuale assistenza legale per la redazione degli stessi nel rispetto della normativa vigente e delle recenti interpretazioni giurisprudenziali.
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