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Approfondimento 26 novembre 2025 · 3 min di lettura

Fisco nell’Agenda 2026 della Commissione europea

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L’impostazione segue le conclusioni del Consiglio Ue dell’11 marzo, che ha sollecitato un intervento di semplificazione e riordino fiscale, finalizzato a eliminare disposizioni ormai obsolete o sovrapposte.

Nel nuovo Programma di lavoro per il 2026, la Commissione europea inserisce anche il fisco tra le leve della propria azione. Il Piano, dal titolo “È ora che l’Europa si renda indipendente”, definisce una serie di iniziative pensate per rafforzare la competitività dell’Unione di fronte alle attuali sfide geopolitiche, economiche e ambientali.

La Commissione richiama il tema della semplificazione normativa. Una regolamentazione più semplice e un’attuazione più agevole delle norme Ue vengono considerate condizioni essenziali per rendere l’Europa più competitiva.

In questa logica si collocano i pacchetti cosiddetti “omnibus”, previsti in diversi settori strategici, inclusa la fiscalità, con l’obiettivo di generare un risparmio annuo stimato di oltre 8,6 miliardi di euro per le imprese europee. L’impostazione segue le conclusioni del Consiglio Ue dell’11 marzo, che ha sollecitato un intervento di semplificazione e riordino fiscale, finalizzato a eliminare disposizioni ormai obsolete o sovrapposte.

L’“omnibus fiscale” e la cooperazione amministrativa

Tra le misure annunciate, un ruolo centrale è attribuito all’“omnibus fiscale”, una proposta legislativa attesa per il secondo trimestre del 2026. Il testo avrà lo scopo di semplificare la legislazione vigente in materia tributaria, ponendo particolare attenzione alle interazioni tra le diverse leggi dell’Unione europea. In questo contesto rientra anche la Direttiva sulla cooperazione amministrativa (DAC), che disciplina la collaborazione tra gli Stati membri e rappresenta uno strumento chiave per l’attuazione nell’Ue della Global minimum tax.

L’iniziativa punta a rendere più semplici le regole fiscali per i contribuenti e, allo stesso tempo, a garantire un impianto più coerente e leggibile per le amministrazioni nazionali. In prospettiva, il lavoro sull’omnibus fiscale dovrebbe consentire una maggiore integrazione tra le norme esistenti, riducendo duplicazioni e aree di incertezza interpretativa.

Norme antiabuso, Unshell e proposte destinate al ritiro

All’interno del pacchetto potrebbero confluire alcune proposte già note. Tra queste vi sono le norme sull’abuso di entità fittizie per ottenere vantaggi fiscali indebiti, la cosiddetta direttiva Unshell, che punta a incrementare la trasparenza e a permettere alle autorità fiscali di individuare con maggiore facilità eventuali irregolarità. L’idea è razionalizzare il quadro senza rinunciare agli strumenti di contrasto all’elusione.

Parallelamente, alcune iniziative fiscali non dovrebbero essere portate avanti nella forma attuale e potrebbero essere ritirate, restando quindi fuori dal pacchetto omnibus. Si tratta, in particolare, delle direttive per l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie qualificate, della direttiva Debra (Debt-equity bias reduction allowance) relativa al rapporto tra finanziamento tramite debito e capitale proprio, e della direttiva sui prezzi di trasferimento. Proprio sul fronte del transfer pricing, la Commissione valuta la creazione di una piattaforma europea dedicata a fornire orientamenti non vincolanti, con l’obiettivo di offrire un quadro di riferimento comune, pur senza introdurre obblighi aggiuntivi.

Befit, sistema della sede centrale e tassazione digitale

Accanto all’omnibus fiscale, il Programma di lavoro richiama altre proposte che restano all’esame delle istituzioni europee. Tra queste, la direttiva Befit (Business in Europe: framework for income taxation), che mira a introdurre regole uniformi per la determinazione della base imponibile delle società appartenenti a uno stesso gruppo. L’intento è creare un quadro più omogeneo per la tassazione dei gruppi all’interno dell’Unione, riducendo le differenze tra ordinamenti nazionali.

Per chi fa impresa e per chi assiste le imprese, l’Agenda 2026 della Commissione europea va letta come un processo in corso, non come un quadro già definito. Dal punto di vista operativo possiamo però già individuare alcune direttrici:

crescente rilievo del coordinamento internazionale
(Global Minimum Tax, cooperazione amministrativa, digital tax); .
ricerca di maggiore omogeneità delle basi imponibili
All’interno dell’Ue (BEFIT, piattaforme interpretative comuni); .
spinta alla semplificazione e al riordino
Con l’obiettivo dichiarato di ridurre gli oneri amministrativi per le imprese.

Il compito degli studi professionali sarà quello di monitorare l’evoluzione dei testi, tradurli in impatti concreti su bilanci, strutture societarie, scelte di localizzazione e pianificazione fiscale, aiutando le imprese a cogliere le opportunità della semplificazione e, allo stesso tempo, a presidiare i nuovi rischi di compliance che inevitabilmente emergeranno.

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