La Tobin tax, conosciuta in Italia come imposta sulle transazioni finanziarie, è uno dei tributi più discussi nel mondo degli investimenti. Spesso citata in modo generico, viene in realtà applicata solo in presenza di condizioni ben precise, legate al tipo di strumento, al mercato di riferimento e alle modalità operative.
Comprendere chi paga la Tobin tax, quando si applica e come viene calcolata è fondamentale sia per l’investitore privato sia per il professionista che assiste clienti in ambito finanziario e fiscale.
Cos’è l’imposta sulle transazioni finanziarie
La Tobin tax, tecnicamente “imposta sulle transazioni finanziarie”, è un prelievo che colpisce alcuni atti di negoziazione su strumenti finanziari, in particolare azioni, derivati equity e operazioni di trading ad alta frequenza. Non è un’imposta sul patrimonio e non riguarda tutti i prodotti finanziari, ma solo una parte ben definita delle transazioni.
In concreto, la Tobin tax italiana si applica:
-
al trasferimento di proprietà di azioni e strumenti partecipativi di società italiane rilevanti
-
ad alcuni derivati che hanno come sottostante azioni o indici azionari italiani
-
ad attività di trading ad alta frequenza (HFT) su tali strumenti
Lo scopo dichiarato è duplice: generare gettito fiscale e scoraggiare le operazioni finanziarie più speculative, soprattutto di brevissimo periodo.
Tobin tax: chi paga davvero
Quando si parla di Tobin tax è importante distinguere tra chi sopporta il costo e chi materialmente versa l’imposta allo Stato.
In generale:
-
chi sopporta il costo è l’investitore che acquista strumenti soggetti a Tobin tax (persona fisica, società, ente)
-
chi versa l’imposta è di solito l’intermediario (banca, SIM, broker) che la calcola e la trattiene in automatico
-
il prelievo avviene tramite addebito sul conto corrente o sul dossier titoli contestualmente al regolamento dell’operazione
Giuridicamente, il soggetto passivo è il soggetto a favore del quale avviene il trasferimento di proprietà, cioè l’acquirente. Solo in casi particolari (trasferimenti fuori mercato senza intermediari, operazioni straordinarie) l’obbligo di calcolo e versamento può ricadere direttamente sul contribuente, ma si tratta di situazioni poco frequenti per il normale investitore retail.
Quando si paga la Tobin tax
La Tobin tax non si applica a tutte le operazioni di borsa. Scatta solo se l’operazione rientra nelle fattispecie previste dalla normativa. Sono soggetti a Tobin tax i trasferimenti di proprietà di:
-
azioni e strumenti partecipativi emessi da società residenti in Italia
-
che abbiano una capitalizzazione media di mercato superiore a una determinata soglia (500 milioni di euro)
Questo significa che:
-
le azioni di molte small cap italiane non rientrano nell’imposta
-
la Tobin tax si concentra su società italiane medio-grandi e grandi
Oltre al tipo di titolo, contano anche:
-
il luogo di esecuzione dell’operazione (mercato regolamentato, MTF, OTC)
-
la modalità operativa (es. operazioni intraday con saldo finale nullo possono non generare imposta sulla parte azionaria)
-
la presenza di intermediari residenti o non residenti coinvolti nello scambio
Derivati
La Tobin tax si applica anche a determinati strumenti derivati, ma in modo diverso rispetto alle azioni.
Sono rilevanti solo i derivati che hanno come sottostante:
-
azioni italiane soggette a Tobin tax
-
oppure indici azionari che rappresentano in modo significativo tali azioni
Rientrano, ad esempio, alcuni future, opzioni e altri derivati su equity italiana, negoziati su mercati regolamentati, MTF o OTC. Derivati su valute, tassi, materie prime o indici lontani dalla borsa italiana non rientrano normalmente nell’ambito della Tobin tax.
Trading ad alta frequenza (HFT)
La Tobin tax prevede una disciplina specifica per il trading ad alta frequenza, distinta dalle transazioni ordinarie.
Un’operatività rientra nell’HFT quando presenta:
-
elevatissimo numero di ordini in un orizzonte temporale molto breve
-
rapporto sbilanciato tra ordini inseriti e contratti effettivamente conclusi
-
uso di sistemi automatici che generano e cancellano ordini in millisecondi
In questi casi la Tobin tax non guarda solo al valore della singola operazione, ma al comportamento complessivo del soggetto, con l’obiettivo di limitare strategie molto aggressive che possono aumentare la volatilità e ridurre la trasparenza del mercato.
Come si calcola
Il calcolo della Tobin tax varia in base al tipo di strumento: azioni, derivati o HFT. Non esiste un’unica formula valida per tutto.
La questione delle azioni
Per le azioni soggette all’imposta:
-
la base imponibile è il controvalore dell’operazione (prezzo x quantità)
-
l’imposta è proporzionale (aliquota in percentuale)
-
il calcolo è effettuato dall’intermediario in modo automatico
Le aliquote attualmente prevedono una differenza tra:
-
operazioni su mercati regolamentati o MTF (borsa, sistemi multilaterali di negoziazione)
-
operazioni OTC, cioè fuori mercato
, quando acquisti 10.000 euro di azioni soggette a Tobin tax, l’intermediario applica una percentuale su tale controvalore, con un peso più o meno rilevante a seconda del canale di negoziazione.
La tassazione sui derivati
Per i derivati la logica è diversa:
-
non si applica una percentuale sul controvalore come sulle azioni
-
l’imposta è fissata in misura fissa, secondo tabelle ufficiali che tengono conto di:
-
tipologia di contratto (future, opzione, CFD, swap, ecc.)
-
valore nozionale o equivalente
-
durata del contratto
-
L’importo della Tobin tax sui derivati è quindi pre-determinato per fasce, e non cresce linearmente come avviene per le azioni. Anche in questo caso è l’intermediario a gestire il calcolo e il versamento.
La questione degli HFT
Per il trading ad alta frequenza:
-
si individua una base imponibile legata al valore degli ordini che superano determinate soglie di intensità operativa
-
su questa base si applica un’aliquota proporzionale specifica per l’HFT
Il risultato è che chi utilizza strategie di HFT può trovarsi a pagare una Tobin tax legata non solo ai contratti conclusi, ma anche all’enorme flusso di ordini immessi e poi cancellati.
Quando non è necessario pagarla
Uno degli aspetti più importanti – e spesso ignorati – è capire quando la Tobin tax non si applica. Molti investitori credono di pagare sempre la Tobin tax quando fanno trading, ma nella pratica una parte consistente delle operazioni ne è esclusa.
Tra i casi più frequenti in cui non si paga la Tobin tax troviamo:
-
acquisto di azioni di società italiane con capitalizzazione media inferiore alla soglia prevista (small cap)
-
negoziazione di titoli di Stato (BTP, BOT, CCT, ecc.)
-
acquisto di obbligazioni corporate o bancarie
-
sottoscrizione e negoziazione di fondi comuni, SICAV, SICAF e molti ETF che non rientrano nelle fattispecie equity italiane previste
-
acquisto di azioni di società estere, anche se quotate su mercati italiani
-
operazioni sul mercato primario (emissione e collocamento di nuovi titoli)
-
attività di market making e operazioni tecniche necessarie al buon funzionamento del mercato, quando rispettano requisiti specifici
-
alcune operazioni intraday, se la posizione viene azzerata entro la fine della giornata in modo da non generare un saldo netto rilevante
Questo significa che, nella pratica, la Tobin tax colpisce soprattutto:
-
chi investe in azioni di grandi società italiane
-
chi opera su derivati equity italiani
-
chi utilizza strategie di HFT su equity italiana
Vuoi approfondire con un esperto?
Consulenza, outsourcing e operazioni straordinarie: scopri come Assoholding affianca holding, gruppi e professionisti.
Il dibattito
Uno spazio di confronto tra chi legge e chi scrive: i contributi si firmano con nome e cognome e passano dalla redazione prima di comparire in pagina.
Nessun contributo, per ora: il primo commento apre il dibattito.
Il dibattito è riservato a chi ha un accesso: accedi per partecipare.