'L'Italia deve recuperare il ritardo accumulato rispetto ai principali partner europei sul fronte degli incentivi alla ricerca e sviluppo. Oggi il credito d'imposta italiano e' fermo al 10%, mentre altri Paesi hanno scelto strumenti piu' incisivi per sostenere gli investimenti innovativi. Serve una fiscalita' capace di accompagnare le imprese nella trasformazione tecnologica e nella crescita dimensionale'.
Lo afferma Gaetano De Vito, Presidente di Assoholding, commentato la proposta contenuta nel Position Paper che sara' presentato dall'Associazione il 16 settembre alla Sala Stampa della Camera dei Deputati.
'Per questo proponiamo di portare il credito d'imposta R&S fino al 35% per gli investimenti certificati, rafforzando la certezza del diritto e favorendo una maggiore propensione delle imprese a investire in innovazione, competenze e capitale umano. Il differenziale rispetto agli altri sistemi europei rappresenta un elemento di attenzione per la competitivita' del nostro tessuto produttivo. Francia, Germania e Spagna riconoscono incentivi piu' elevati alla ricerca e sviluppo, creando condizioni potenzialmente piu' favorevoli per attrarre investimenti e sostenere l'innovazione'.
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