Modulo 01 · L'assegnazione agevolata dei beni ai soci
Scegliere fra le agevolazioni disponibili e simulare la convenienza
SalvaLa lezione spiega perché la scelta fra assegnazione, cessione, trasformazione ed estromissione va fatta con una simulazione preventiva sul singolo caso. Illustra la ratio dell'assegnazione agevolata e i suoi tratti essenziali: soggetti, beni, termini e imposte.
Di cosa parla
Cacciapaglia inquadra il «poker» di agevolazioni riproposto dalla Legge di bilancio 2023 e insiste sul fatto che i tempi per lavorarci sono già maturi, perché prima dell'atto servono studio, simulazioni e rappresentazione delle alternative al cliente. Il cliente va convinto mostrando non solo il risparmio rispetto all'operazione non agevolata, ma anche quanto comunque dovrà pagare in termini di imposta sostitutiva e di imposte d'atto ridotte al 50%. La simulazione serve anche a scoprire in anticipo che l'assegnazione non è praticabile, per esempio perché il patrimonio netto non è capiente: in quel caso si valuta lo spostamento sulla trasformazione agevolata, che non pone problemi di capienza ma richiede un oggetto sociale idoneo, o sulla cessione al socio, dove il cespite viene sostituito da liquidità o da un credito verso il socio. Sulla cessione mette in guardia dai pagamenti dilazionati non assistiti da interessi congrui, soprattutto se la società ha debiti onerosi. Ricorda di aver visto assegnazioni del 2016 contestate dall'Agenzia delle Entrate con recupero integrale dei benefici. Contesta poi l'automatismo per cui conviene sempre il valore catastale: il valore di mercato, pur aumentando l'imposta sostitutiva, affranca le riserve utilizzate e può produrre risparmi molto superiori. Illustra infine la ratio della norma, che serve i casi di recesso, esclusione, liquidazione e ordinaria distribuzione di poste di patrimonio netto eseguita con immobili invece che con denaro, e sintetizza l'agevolazione: società di persone e di capitali, soci presenti al 30 settembre 2022, atto entro il 30 settembre 2023, imposta sostitutiva dell'8%, imposte ipocatastali e di registro ridotte, IVA ordinaria.
I punti chiave
- La convenienza dell'operazione va dimostrata al cliente con una simulazione che confronti l'imposizione ordinaria e quella agevolata, comprese le imposte d'atto.
- Se il patrimonio netto non è capiente l'assegnazione non è praticabile e occorre spostarsi sulla trasformazione o sulla cessione al socio.
- La cessione al socio con pagamento fortemente dilazionato e senza interessi di mercato è un'operazione a rischio, in particolare se la società ha debiti onerosi.
- Il valore catastale non è sempre la scelta migliore: il valore di mercato affranca le riserve distribuite e può generare un risparmio complessivo maggiore.
- L'agevolazione riguarda società di persone e di capitali, richiede soci già presenti al 30 settembre 2022 e atto entro il 30 settembre 2023.
- L'imposta sostitutiva è dell'8%, le imposte di registro e ipocatastali sono ridotte, mentre l'IVA resta ordinaria.
Casi pratici
- Assegnazioni perfezionate nel 2016 contestate dall'Agenzia delle Entrate con recupero dei benefici
- Società con immobile a 100 e patrimonio netto a 101: nel 2023 l'imposta sostitutiva e le imposte d'atto a conto economico generano una perdita da coprire
- Società statiche con immobili utilizzati direttamente dai soci, da far uscire dal patrimonio sociale
Riferimenti Legge di bilancio 2023Articolo 1, commi 100-105, L. 197/2022